Radio Ter 2020: il mezzo radio incrementa gli ascolti anche in lockdown

TER – Tavolo Editori Radio srl, la società che cura la rilevazione degli indici di ascolto radiofonici in Italia, ha effettuato in data odierna, come previsto, il rilascio, riservato agli editori, dei rispettivi dati del terzo trimestre 2020 dell’Indagine Principale di Radio TER 2020.

Radio Sound

I dati pubblici complessivi di ascolto del mezzo radio del terzo trimestre 2020, di cui alla tabella allegata, hanno confermato l’importanza del mezzo stesso in termini di ascolto e un ancora più stretto rapporto di fedeltà del pubblico con la radio.

Gli ascoltatori rilevati in quest’ultimo trimestre sono pari a 34.085.000 (dati ascolto giorno medio).
Il confronto con i 34.061.000 ascoltatori del primo trimestre 2020 (dati rilevati prima del DPCM 22 marzo 2020 relativo al lockdown) evidenzia che il mezzo radio è riuscito comunque a incrementare i propri ascolti, adattandosi alle nuove abitudini e stili di vita delle persone, sfruttando tutte le risorse tecnologiche e digitali a disposizione.

Il pubblico ha confermato e consolidato una relazione speciale con la radio aumentando ancora una volta l’indice di fedeltà verso il mezzo. Il confronto tra il dato degli ascolti del quarto d’ora (AQH) del I trimestre 2020 pari a 6.087.000 con il dato del III trimestre 2020 pari a 6.436.000 registra un incremento percentuale del 5,7%.

Al riguardo l’Avv. Marco Rossignoli Presidente di TER ha dichiarato: “L’accelerazione tecnologica, la necessità di utilizzare maggiormente l’auto come mezzo di trasporto rispetto ai mezzi pubblici e la molteplicità di device a disposizione, hanno permesso alla radio di stare a fianco del proprio pubblico con ancora maggiore capillarità di distribuzione e qualità del segnale, garantendo l’interazione continua con i propri ascoltatori”.

Tabella dati di ascolto del mezzo radio del terzo trimestre 2020 di Radio TER 2020

Emergenza coronavirus, Unioncamere e Fondazione Symbola premiano Radio Sound: “Informatore puntuale e sirena di allarme nell’area più colpita”

Radio Sound – Piacenza 24, si è completamente trasformata nel servizio agli ascoltatori. Fonte symbola.net

Durante la #pandemia la #radio ha avuto il delicatissimo ruolo di sostenere la comunicazione d’#emergenza nei territori particolarmente colpiti dal #virus.

Un caso virtuoso è quello di Radio Sound Piacenza24, che in questi mesi ha completamente trasformato i suoi contenuti al servizio della popolazione. Lo ha fatto con la sua firma: non solo restituendo informazioni puntuali, ma anche narrando #storie di salvezza ed eroismo che potessero trasmettere positività alle persone.

La Radio ai tempi del COVID-19

Come ha reagito all’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 il primo mezzo di comunicazione per numero di ascolti (tra i 14 e i 54 anni) di questo Paese? La radio è stata colpita dal virus nella sua parte più attiva, quella della fruizione in mobilità, ma ha saputo reagire con la crescita nell’ascolto da casa, incrementando livelli di informazione e di interattività. Il pubblico ha apprezzato e ora accompagna il mezzo nel passaggio alla “nuova normalità”, forte della sua resilienza e di un decennio importante.

Realizzato in collaborazione con Claudio Astorri – Consulente radiofonico e Docente presso l’Università Cattolica di Milano.
Questo contributo fa parte della rubrica #iosonocultura,  parte del Decimo rapporto IO SONO CULTURA realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere e Regione Marche in collaborazione con l’Istituto per il Credito Sportivo.

L’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid-19 e il percorso verso la “nuova normalità” hanno impattato con immediatezza e indubbia gravità anche il mondo della radio, sia pur resiliente per definizione. La radio è un servizio pubblico a libero accesso.

La prima sfida è stata quella di non cessare le trasmissioni mantenendo l’efficacia dei propri programmi e orientandone l’offerta verso le nuove necessità della collettività a supporto della loro evoluzione.

Gli editori hanno aggiornato gli studi tecnici e di emissione, sanificati e resi compatibili al distanziamento sociale, e hanno da subito attuato politiche di tele-lavoro e smart working. Le modalità di attività remote hanno riguardato anche i conduttori. La trasmissione da casa è stata l’immagine che ha collegato idealmente stazioni e individui, sempre vicini in tempi normali, mai così uniti ma distanti come ora.

Nella prima fase dell’emergenza gli editori hanno lanciato tutti insieme l’iniziativa Radio per l’Italia, un flashmob a emittenti unificate, la sequenza condivisa di 4 eventi. Venerdì 20 marzo alle ore 11:00 sono stati diffusi: Inno di Mameli, Azzurro di Adriano Celentano, La Canzone del Sole di Lucio Battisti e Nel Blu Dipinto di Blu di Domenico Modugno. Il tutto nello sventolio di bandiere italiane dai balconi di tutto il Paese ben documentato dai social. La radio c’è e unisce.

Il timore degli editori che la ridotta mobilità, normalmente fonte del 52% dell’ascolto, potesse drasticamente colpire i numeri della fruizione è stato in parte fugato.

La maggior sintonizzazione da parte delle categorie abilitate alla circolazione e il significativo incremento del riscontro da casa, grazie anche all’ausilio dello streaming, hanno prodotto una perdita complessiva del solo 20% tra gli ascoltatori giornalieri[1]. A supportare il recupero ci sono fattori quali la credibilità dell’informazione del mezzo, la capacità della sua funzione di vicinanza e di interazione.

Nonostante l’ascolto non sia precipitato, tra marzo e aprile gli editori hanno registrato il letterale collasso dei ricavi pubblicitari, tra il 70% e il 90%, per le disdette a getto continuo dei clienti bloccati nelle attività verso i consumatori.  Il ricorso alla cassa integrazione e i profondi tagli di spesa sono alcune delle immediate misure adottate dagli editori, in attesa di un significativo intervento dal governo: sussidi, aiuti, non solo e semplicemente prestiti.

Per il recupero commerciale della propria forza gli editori manifestano alcuni atteggiamenti differenti.

L’approccio pragmatico è quello di stare vicino ai clienti in questa fase per coglierne la trasformazione e assisterli nella comunicazione non appena le condizioni lo permetteranno. L’idea visionaria consiste nel proporre alle aziende delle campagne radiofoniche che ricorrano al concetto della grande riapertura, normalmente utilizzata dopo le chiusure estive, un cambiamento o una ristrutturazione, come messaggio al pubblico per il rilancio della loro attività nell’adeguamento alle nuove norme sul distanziamento sociale. Altri prediligono una più stretta relazione con le associazioni di categoria immaginando che le prime soluzioni di comunicazione al termine dell’emergenza saranno di tipo collettivo. Non manca anche l’opportunismo di chi punta su bisogni del momento e porta ad investire nel mezzo radiofonico merceologie predisposte con consegne a domicilio o vicine alle esigenze sanitarie e di assistenza sociale dettate dalle necessità attuali.

La radio si è trovata a sostenere la comunicazione d’emergenza in territori particolarmente colpiti.

Radio Sound – Piacenza 24, l’emittente storica più ascoltata di tutta la provincia, si è completamente trasformata nel servizio agli ascoltatori. Conscia di trovarsi nell’area con il più alto livello di infezioni e di defunti da Covid-19 d’Italia relativamente alla popolazione ha saputo svolgere tutte le funzioni possibili: da informatore puntuale a sirena di allarme, da sostenitore del sistema sanitario a narratore di storie di salvezza ed eroismo. Più in generale, in tutto il Paese, la radio nell’emergenza è anche il mezzo che facilita la reperibilità e l’uso delle mascherine da distribuire ai cittadini (Radio Rock a Roma), che stimola le persone sulle idee per la fase 2 (Radio Città Fujiko di Bologna), che raccoglie fondi per l’Unicef nella lotta al coronavirus (Radio Deejay e Radio Capital), che crea canzoni di unione tra medici cinesi e italiani (Radio Italia), che trasmette in diretta il Music for Hope di Andrea Bocelli (Radio Marconi, Milano), che dona felicità a chi opera in prima linea durante la Pasqua (Radio Marte, Napoli), che celebra i compleanni di chi è costretto alla quarantena in casa (RTL 102.5), che diffonde eventi musicali innovativi per raccogliere fondi per la Protezione Civile (RAI Radio). E che ha almeno tante forme di impegno nell’emergenza sanitaria quanto il numero delle sue stazioni. Il primo mezzo sociale, il social network per eccellenza.

Quella della radio non è una forza che si è palesata solo ora nell’emergenza sanitaria ma che ha una lunga continuità di servizio e di risultati. Sarà interessante seguire l’evoluzione dell’eccellente reputazione presso il pubblico verso le nuove sfide del mondo che cambia. Non è una semplice ripartenza e la resilienza del mezzo sarà ancora una volta la sua arma vincente.

Gli ultimi dieci anni della radio in Italia hanno segnato un piccolo incremento nel numero dei suoi ascoltatori e una crescita più consistente nella durata di ascolto.

In base alle ricerche ufficiali, l’incremento netto degli ascoltatori giornalieri è stato dello 0,05% e dello 0,50% per quelli settimanali[2]. La durata di ascolto media della radio per un singolo individuo è passata da 191 a 201 minuti.

Sempre nel decennio appena trascorso il mercato pubblicitario è rimasto stabile al valore complessivo di 440 milioni di euro. Non è un risultato neutrale o negativo, se si considera che la crisi nel 2014 produsse una forte riduzione degli investimenti pubblicitari, scesi a 340 milioni di euro l’anno. La straordinaria flessibilità della radio ha permesso al settore di superare indenne sia la grave crisi economica che il decennio della più alta innovazione tecnologica e competizione mediatica di sempre.

La radio è cresciuta nel segmento dei giovani tra i 14 e i 25 anni con una quota di ascolto giornaliero oltre il 76%.

La stessa percentuale persiste fino ai 55 anni ma è nei target più adulti che la radio esprime il suo punto debole. Oltre i 65 anni l’ascolto radiofonico riguarda solo il 44% della popolazione. Sono gli individui di scolarità più bassa e dei piccoli centri a non utilizzare il mezzo radiofonico, preferendo la televisione. La radio, il mezzo della mobilità e degli ascoltatori attivi, non è riuscita nel decennio appena trascorso a rendersi così universale da includere in modo vasto le fasce degli anziani.

Guardando agli strumenti utilizzati per connettersi, l’autoradio è rimasta la regina incontrastata con oltre il 52% del tempo di fruizione, seguita dall’apparecchio radio. La sorpresa è nel terzo mezzo in classifica: il televisore. Il nuovo centro multi-mediatico casalingo riceve il 7% del totale dell’ascolto radio e 4,5 milioni di ascoltatori giornalieri. Molto distanziati gli altri ricevitori, tra cui troviamo tutti quelli connessi al web (come smartphone, PC e tablet), la cui somma non raggiunge quella del televisore.

L’affermazione della radiofonia nazionale caratterizza l’andamento per comparti del mezzo.

Dopo aver spento la propria presenza nelle Onde Medie a metà degli anni ’00, negli anni ’10 la radiofonia pubblica (RAI Radio 1, 2 e 3 oltre che RAI IsoRadio) ha investito decisamente meno dei concorrenti nelle infrastrutture tecniche per la FM, concentrandosi in quelle per il DAB. Pur contando su una offerta editoriale eccellente paga una ulteriore discesa nella quota complessiva di ascolto scendendo a circa l’11% di share. La radiofonia locale rimane competitiva al 30%.

Le radio nazionali rappresentano oggi il 59% dell’ascolto e le prime 5 da sole conseguono ben il 38% del totale; si tratta di RTL 102.5Radio 105Radio DeejayRDS Radio Italia. Allo scatto della legge Mammì del 1990 le cosiddette Top 5 hanno conseguito un vantaggio competitivo dato dal più esteso e capillare investimento nell’acquisizione dell’uso delle frequenze. Hanno poi mantenuto il punto di forza nei tre decenni successivi con continui miglioramenti. Ad oggi possono contare sulle migliori coperture in FM dell’intera radiofonia del Paese oltre che su una estensione digitale avanzata tra DAB e WEB per prepararsi a futuri scenari. I loro formati di offerta, inoltre, colgono bisogni centrali nel pubblico. Si passa dalla format radio di musica italiana (Radio Italia), alle radio di flusso che miscelano successi musicali, informazione di qualità e conduzione equilibrata (RTL 102.5 e RDS). A queste si aggiungono le cosiddette “personality radio” che mettono al centro dell’attenzione i conduttori e le loro personalità più o meno eclatanti (Radio 105 e Radio Deejay).

È stato il decennio dei social network che le radio hanno cavalcato trasferendovi parti significative dell’interazione con gli ascoltatori.

Gli audio di WhatsApp hanno superato le precedenti difficoltà tecniche e di qualità di ascolto nella risposta telefonica alle sollecitazioni informative o di intrattenimento. Facebook è stato il luogo delle discussioni, delle condivisioni, delle raccolte dei pareri. Twitter il metronomo della propria informazione. Instagram e, più recentemente, TikTok sono divenuti i luoghi ideali in cui istaurare un dialogo con i più giovani, composto di impatti visivi, creatività e anche passione per la musica. Compreso bene che i social network non aumentano gli ascoltatori e nemmeno la durata dell’ascolto, l’attenzione creativa prestata da ogni stazione ai canali di interazione web è stata coerente alla propria e singola capacità già manifestata on-air.

Il 2019 è stato caratterizzato da alcune tendenze che potrebbero manifestarsi più palesemente nei 10 anni successivi.

Le TOP 5 delle radio nazionali hanno raggiunto la maturità avviandosi verso una prima possibile fase di declino. La perdita complessiva è stata del 2,4% negli ultimi 2 anni, dopo oltre 25 anni di crescita ininterrotta. A trarne vantaggio ci sono emittenti come Radio Kiss Kiss (segmento giovane), Virgin Radio e Radiofreccia (segmento Rock) ed emittenti locali nei formati Dance e Vintage.

Gli italiani che dichiarano di possedere una radio DAB sono oltre 4,5 milioni[3]Il digitale del mondo del Broadcast Radiofonico è promettente, installato in quasi tutte le automobili nuove. Per legge sussiste ora anche l’obbligo per i produttori di inserire la banda DAB su tutti i nuovi ricevitori radio in FM immessi nella vendita.

Infine, la concentrazione proprietaria delle imprese nell’industria radiofonica è avanzata a livello nazionale fino al 2018, con l’ingresso e gli investimenti per € 180 milioni da parte di Radio Mediaset. Nel 2019 la tendenza è stata la stessa anche a livello locale. Il gruppo Sphera di Padova, ad esempio, che oggi include sei emittenti di grande successo nel Veneto e in Friuli Venezia-Giulia, raggiunge ricavi per € 10 milioni, rappresentando il primo gruppo radiofonico locale italiano.

“E’ una delle realtà importanti nelle quali si esprime la comunità.” – C.S.Fogliani

Di noi hanno scritto

“La crescita delle radio locali, come Radio Sound, negli ultimi anni è stata impressionante. Dalle esperienze pionieristiche degli anni Settanta e Ottanta, siamo approdati a un complesso di realtà strutturate e radicate sul territorio. Ritengo sia proprio questa la grandezza delle radio locali, il contatto con il territorio, il servizio reso alle persone”.

Claudio Astorri – station manager

“Una fiamma vivace accesa dal desiderio di esprimersi, di comunicare, di creare riflessione e fermento nel contesto locale”.

Roberto Reggi – sindaco di Piacenza

“E’ una delle realtà importanti nelle quali si esprime la comunità. Trent’anni sono un bel traguardo. Complimenti: lo merita la Radio e lo merita la città.

Avv. Corrado Sforza Fogliani – Pres. Banca di Piacenza

“Radio Sound è la radio storica di Piacenza, quella più amata dai piacentini”.

Fiordaliso – cantante

“Mi ricordo di Radio Sound come di un’emittente libera da qualsiasi condizionamento”.

Cesare Ansaldi – collaboratore Mediaset

“Un punto insostituibile nel panorama dell’informazione locale”.

Stefano Pareti – ex sindaco di Piacenza

“Radio Sound, uno straordinario esempio di longevità”.

Filiberto Putzu – consigliere comunale

“Un negozio pieno di vecchie radio e televisioni in riparazione. Con una porticina spalancata sull’etere. Entravi ed eri subito on air”.

Giorgio Lambri – giornalista di Libertà

“Radio Sound è una delle travi portanti dell’emittenza piacentina”.

Marilena Massarini – cantante

“Una radio locale che, negli anni si è consolidata sempre di più, trasformandosi in un colosso”.

Corrado Gualazzini – animatore e intrattenitore

“Radio Sound è per il Cuore di Piacenza vitale e si è rivelato un importante strumento per divulgare la nostra attività e per coinvolgere sempre più persone”.

Daniela Aschieri cardiologa – Pres. Ass.Il Cuore di Piacenza

“In quanto a professionalità di chi ci lavora e qualità dei programmi, Radio Sound non ha proprio nulla da invidiare ai network nazionali”.

Ermanno Mariani – giornalista

“Ha il potere di avvicinarti alla gente molto più della televisione”.

Maurizio Galdi – giornalista Gazzetta dello Sport

Claudio Astorri in occasione della Giornata Mondiale della Radio.

Giornata Mondiale della Radio. Un doveroso omaggio a una cara amica che accompagna le nostre giornate ormai da oltre 100 anni e che profuma di amore, libertà e fantasia. Come quando gli Stadio portarono al Festival quella canzone – il testo è di Luca Carboni – dove associavano la radio alle gite all’aperto e alle corse in bici sotto i cieli blu. Frasi che descrivono perfettamente un mezzo unico. Perché con la radio non serve rimanere fissi davanti a uno schermo, ma è una preziosa compagnia per tutta la giornata. Al mattino, con quel gesto diventato una dolce abitudine, il “clic” di accensione che conduce in Fm e si unisce all’aroma del caffè. Durante il tragitto in auto o sul lavoro. Fino alla sera prima di spegnere la luce. Nel momento del riposo spesso la radio fa da suggestiva cornice a quel libro – coperta di Linus – tenuto gelosamente sul comodino accanto al letto.

Chi scrive in questo 2019 festeggia 30 anni di radio. In particolare passa più di un brivido di emozione nel pensare alla veloce trasformazione degli ultimi anni, perché la radio è un mezzo sempre attuale. Il pensiero spesso però ritorna agli anni 70/80. Dietro quella porta, un mondo magico: gli studi ospitavano i piatti per i dischi (attenzione a far partire il vinile dal punto esatto), le piastre con i nastri che contenevano gli spot e quella voglia – ancora oggi immutata – di “raccontare” davanti al microfono. Un mondo da “trasmettere”, attraverso musica, parole e informazione, presente ogni giorno a Piacenza grazie a Radio Sound, storica emittente del territorio nata ufficialmente nel 1977.

Chi ha inventato la radio? Ospite a Radio Sound Alberto Negri Presidente di Spazio Tesla

La Giornata Mondiale della Radio

E’ stata istituita il 13 febbraio perché è il giorno in cui, nel 1946, è stata fondata la Radio delle Nazioni Unite. Inoltre è stata celebrata per la prima volta nel 2012, a seguito della Conferenza Generale dell’UNESCO che ne aveva riconosciuto l’importanza, e l’anno successivo è stata istituita dalle Nazioni Unite come Giornata Mondiale. In questo 2019 l’evento celebra il potere della Radio nel promuovere il “Dialogo, Tolleranza e Pace” .

L’intervista a Claudio Astorri, Consulente Radiofonico e Professore del Master in Comunicazione Musicale dell’Università Cattolica di Milano

Radio Sound il 13 febbraio celebra questa giornata con programmi dedicati all’evento. E lo fa attraverso la musica – quante canzoni sono state dedicate alla radio – racconti, ricordi e interviste. Perché quella voglia di “raccontare” è un bene prezioso che non deve fermarsi mai. W la radio!

Ospite a Radio Sound il Dottor Marco Martinelli Direttore di Radio Shock.